Leggende della Terra dei Ghiacci
La prima volta è un grido terrorizzato
paralizzato dalla paura
rompere un varco e passo dopo passo
se voglio, posso farlo finire.
Ma un verbo non dice sono presente
se anche affiliato a storie di uscite
provocare è uno scandalo appena
permettere allora rimane
messe in ginocchio e piegate
che qualche volta sia lasciata
alla pace di una dea sprofondata
nel mare e di un dio che riscalda
il corpo con un fuoco di ghiaccio.
Il sole è l'ultimo punto d'incontro.
rena raffinata ed indaco grosso
tengono le geometrie di un emisfero
corporale ferito
cupo in attrito e misura.
Se chiedo quale parte permette di essere
meglio
la mano affonda nel liquido lattiginoso
di un nuovo fratello
prima che arrivi ancora mattina.
Un nuovo fratello per il quale lottare
un attimo prima di riprendere fiato
e trovare il braccio che indica lo stretto
e segna il passaggio verso il mare.
Sotto le nuvole che tagliano giallo le montagne
la mia parte, una regione migliore
la città dove sono nato
ancillare, difficile da spiegare
ripugnante come le terre dei padri.
Immaginarle cosi chiaramente:
un vento del nord incolore
granelli portati di rumore che si fermano
ai rami
le case come architetture morte nel chiaro
e marrone di serra
un cane che abbaia la saliva colata
di un giorno che avanza per terra
freddato.
Frosting ha allora un suono più dolce
come di foglie che cadono rotte
quando le tocchi con mano.
La luce del bianco, il bianco e la luce. Grammature differenti di idee che si aprono Nuvole di acqua tenera e verde Si sente il freddo passare nei corridoi. Fino alla prossima volta Il naso gocciola sangue gelato
Sciogliere il ghiaccio è votarsi ad un santo pagano.
Liquido d'aria che si appoggia lento
muschi e licheni nel blu ultravioletto di una sera d'ottobre
intasano immobili la lingua terminale del bacino collettore
periodico d'acqua cristallino di densità minore
che collega le molecole agitate
raccolto ed opaco
quieto di un momento cosi trasparente.
Si sente il gelo attaccarsi alla pelle
l'aria assiderata rispondere i passi
alimentarsi col fuoco per sopravvivere.
incroci di secchi che dondolano al sole piegato
una bambina guarda assorta tre gusci messi in fila
congiunzione fredda di
e di aria
baccelli di vita e vasi di ghiaia
un compito cosi delicato da portare alla fine.
grigia nel ventre di questa natura
cerchi che un'auto lascia al suolo bagnato
un morbido acciaio che si curva imperfetto
un grumo di aghi di pino e cemento
e qualcosa che somiglia a
riflessi di dolo che ora
non può ancora tenere
E la regina dei ghiacci allunga una mano
rimane a mezz'aria torcendosi
come una statua
sfaldata che segna l'ingresso di parchi ed uffici.
Le teste si alzano
si voltano per cercare la voce
e intanto cadono fogli davanti al computer
di bilanci in forme binarie
risposte appropriate da dare al signore
che regna perenne a vegliare quest'ordine
che è naturale e perfetto e regolare.
un'altra lezione di scienze naturali
gli elementi disposti nelle tabelle lineari
e una mano che approssima la risma di terra
impostura di legni ficcati con forza
per il paesaggio della regina dei morti
con le dita tagliate.
Se si guarda la luce
si scorda anche il freddo che riempie i polmoni.
Tu sai non c'è ragione
di aspettare scegliendo il contrasto
che dice l'altra versione
per non essere felici in questo posto.
carnalino impastato di polvere e rosso
parole infilate nelle crepe dell'osso
per salvare le fratture scoperte.
La luce del bianco il bianco e la luce.
Così lo sei.
